Federalismo ritornante



La Spagna e il Belgio sono ancora degli Stati? Esiste ancora la Gran Bretagna o esiste solo la piccola Inghilterra? Il governo socialista spagnolo ha regalato quote crescenti di sovranità alla regione catalana e quest’ultima sta rapidamente recidendo ogni legame con il resto della Spagna: quando sarà riuscita a raggiungere l’indipendenza, e a quel punto le altre regioni spagnole ne seguiranno l’esempio. Il Belgio è già di fatto formato da due Stati separati e irriconciliabili, legati debolmente solo dalla fedeltà al comune sovrano. L’Inghilterra, dal punto di vista sportivo, è da tempo separata dalla Svezia e dal Galles, e queste due entità si stanno organizzando per realizzare una separazione politica. Che cosa accomuna, Spagna, Belgio e Gran Bretagna? Il fatto che ora sono Stati federali mentre prima erano Stati unitari. Questo procedimento dall’unità alla frammentazione ha avuto molte giustificazioni: l’incapacità di riformare lo Stato, l’incapacità di ridistribuire le risorse, l’incapacità di ridurre o razionalizzare la burocrazia, la riluttanza a porre limiti o controlli all’attività economica di certi patentati. L’inadeguatezza delle nuove classi dirigenti ha portato queste ultime a scaricare le proprie colpe sulla struttura degli Stati nazionali, incitando i cittadini a vedere nello Stato unitario il principale ostacolo alla modernità e al benessere economico. Ecco perché vi è stata questa enorme proliferazione dei movimenti autonomistici con una forte connotazione rivendicativa. In Italia una volta appurato che la dilatazione continua delle competenze dello Stato nel diritto interno si chiama statalismo e che lo statalismo può limitare troppo la libertà dei cittadini, è stato stabilito che lo statalismo sia il principale nemico da combattere.

Tutti i partiti rappresentati in Parlamento vantano le proprie posizioni o le loro battaglie antistataliste; poi come è noto, ogni tentativo di ristabilire l’autorità o l’autorevolezza dello Stato (non di ampliarne i poteri) è stato bollato e reputato come statalismo e pertanto bocciato senza appello. Il dileggio e la denigrazione dello Stato in ogni occasione, sono state reputate e camuffate come lotta allo statalismo; e poiché lo Stato, nel bene e nel male, è il garante dell’identità nazionale del popolo italiano, anche gli attacchi all’identità nazionale sono stati spacciati come lotta allo statalismo. Questo modo distorto di vedere la realtà, e che ha prodotto notevoli danni, è stato voluto e imposto da un solo partito a tutti gli altri. Il federalismo è stato presentato come la soluzione di tutti i problemi dell’Italia, soprattutto di quelli di tipo economico, e nessuno ha contestato questa affermazione, che non ha tardato a divenire un dogma. Malgrado un referendum nazionale abbia clamorosamente bocciato l’introduzione del federalismo nell’ordinamento italiano, ancora oggi, ancora adesso, il dogma federalista viene continuamente riproposto, ridipinto di colori nuovi, più attraenti, accompagnato da motivazioni nuove, più condivisibili, ma è sempre lo stesso federalismo bocciato dai cittadini italiani. Il fatto è che i costi dell’introduzione del federalismo sarebbero comunque notevoli e non soltanto dal punto di vista economico. In ogni caso, il federalismo non ha preservato dagli effetti della crisi economica, le economie degli stati federali, né gli Stati federali hanno dimostrato di possedere maggiori capacità di recupero in quanto “federali”. Inoltre, è bene ricordare che gli Stati federali che riscuotono le maggiori simpatie come gli Stati Uniti e la Svizzera sono nati federali, ma i loro governi, sin dall’inizio, si sono adoperati e ancora adesso si adoperano per limitare e ridurre i diritti e i poteri dei rispettivi stati e cantoni, allo scopo di creare un potere un po’ più accentrato.

Un’ultima cosa da aggiungere: gli eserciti degli Stati federali non sono la sommatoria delle milizie di stati e cantoni, ma espressione dell’indissolubile unità nazionale di quegli Stati.

La differenza sostanziale tra l’Italia e gli altri stati federali è che da noi si vuole il federalismo senza patriottismo, mentre negli altri è il patriottismo l’unico freno al degenerare del federalismo.