Antisemitismo e negazionismo


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Gianfranco Fini il 27 gennaio ha affermato che il negazionismo (dell’Olocausto) è infame in particolare se viene da dei religiosi. Il riferimento era ad una dichiarazione di un vescovo cattolico, Williamson,  della Comunità S. Pio X, i lefevriani.

Fini, come già più volte in quest’ultimo anno, non perde occasione per attaccare la Chiesa cattolica.

Sono stato iscritto alla formazione giovanile della Federazione Italiana dei Volontari della Libertà, i partigiani “bianchi” anticomunisti, vale a dire sia monarchici che liberali che democristiani.

Sono stato iscritto al PLI dal 1969, quando ero ancora adolescente, e lo sono rimasto fino allo scioglimento del partito.

Ho avuto responsabilità di partito quando Gianfranco Fini era un dirigente del MSI la cui sigla esplicitamente si richiamava alla RSI, la Repubblica Sociale Italiana, alleata nella guerra civile italiana con la Germania nazionalsocialista di Hitler.

Sono cattolico e considero ogni razzismo come un’orribile blasfemia contro Dio.

Ho molti amici ebrei e non sono antisemita. Non sono e non sono mai stato né fascista né neofascista né postfascista.

Eppure trovo che sia infame non il negazionismo, come afferma Fini, ma la mancanza di libertà di esprimere il proprio pensiero, anzi la criminalizzazione delle opinioni.

In Germania ed in molti paesi d’Europa si può finire in prigione non per aver commesso un atto criminale ma solo per avere espresso un’opinione, vera o non vera che essa sia. È infame aver introdotto in Europa il reato d’opinione.

Sul numero di ebrei vittime del nazionalsocialismo non sono negazionista. Affermo però che se non c’è libertà di confutazione non mi è possibile accettare un’asserzione storica per sola fede storica o politica. La mia unica Fede è quella espressa e formulata nel Credo, nella Rivelazione divina di Gesù Cristo che come prova ha fornito la Sua Resurrezione. È una prova molto forte perché avvalorata da una morte cruenta che esclude ogni possibile dubbio e perché la Resurrezione è stata constatata da testimoni oculari. Questa è la Verità di Fede che professo e non ho altre fedi.

Non accetto perciò una proposizione fideistica come quella proclamata dalla religione dell’Olocausto, una religione ovviamente diversa dal giudaismo. Dunque non credo che le vittime ebraiche dei nazisti siano né 6 milioni né  300 mila. Per come mi sono conosciuti i fatti e per come stanno le cose penso che potrebbero essere anche più di sei milioni, o molto meno. Invero , penso che nessuno lo possa veramente dire, se non c’è libertà. Affermo cioè  che per il grado di libertà di cui godiamo nella nostra epoca, non possiamo disporre in materia di alcuna conoscenza su basi storico scientifiche.  Per questo affermo che dell’Olocausto se n’è fatta una religione.

In altri termini, per quanto non rientra nella Rivelazione Divina, sono un liberale agnostico e popperiano. Non ho conoscenza se non posso sostenere che sia falsa una proposizione fin ad un determinato momento sostenuta e difendere con prove logiche la nuova affermazione. In materia di fedi affermo però che per chiunque ci deve essere rispetto e che a nessuno deve essere imposta una fede, questo è quanto intendo per libertà religiosa. Gli ebrei, e con loro i mussulmani, gli atei e tanti altri, negano la Verità proclamata dai cristiani, sono anche loro negazionisti. Non per questo devono essere incarcerati, come lo fu un altro negazionista, David Irving, o insultati, come oggi il vescovo Williamson. Se si vuole davvero la libertà religiosa, la stessa regola deve valere anche per chi nega la verità della religione dell’Olocausto.

Nel merito ricordo che la cifra di sei milioni di vittime dei campi di concentramento si fonda (o almeno si fondava) su una stima di 4 milioni di morti ad Auschwitz-Birkneau. Ora  tale cifra è rifiutata al giorno d’oggi da tutti gli storici, tanto che anche ad Auschwitz-Birkneau è stata modificata la targa. Mentre prima su di essa si affermava che le vittime erano state quattro milioni adesso sulla nuova targa si afferma che nel campo vi sono stati un milione di morti. Se la matematica non è un’opinione sono tre milioni in meno. Nonostante ciò si continua a ripetere che il numero delle vittime ebraiche dei nazisti è di sei milioni. Un chiarimento sarebbe utile, ma purtroppo non viene fornita alcuna spiegazione.

Se Fini trova infami le dichiarazioni di un vescovo cattolico, io invece trovo infame giocare con i numeri delle vittime di un odioso stermino e fare di una tragedia una vergognosa speculazione politica come fa Fini e tanti come lui.

Infine trovo ancor più infame e scandaloso che un politico ambizioso come Fini per fare carriera ed avere il lasciapassare per diventare ministro degli Esteri nel primo governo Berlusconi dovette fare autocritica prima di fronte ad un’assemblea della B’nai B’rith, la massoneria ebraica, e poi andare a Gerusalemme e visitare il Museo dell’Olocausto con in capo la Kippà ebraica per ottenere una legittimazione a far parte del governo della Repubblica italiana. Se la legittimazione a governare non viene da un’elezione popolare vuole dire che in Italia il popolo non è sovrano, non c’è democrazia e siamo soggetti ad un potere straniero.

La Verità vi farà liberi, ha detto Gesù.

Così io credo, con o senza il beneplacito di un politico miserabile.



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